l'intervista
La parola a Serena
Project Manager di un contratto EPC per la realizzazione della nuova centrale termoelettrica di Ostiglia
Serena, il tuo percorso lavorativo potrebbe considerarsi l’emblema della crescita personale e professionale. Raccontaci i passaggi significativi della tua evoluzione da assistente linguistica a PM.
Ho iniziato a lavorare in Demont come assistente alla gestione di commessa, specialmente nell’intermediazione linguistica, per i colleghi che al tempo gestivano commesse prettamente all’estero.
Durante i primi anni, mi sono occupata di tenere i contatti con clienti e fornitori stranieri; poi, acquisendo man mano sempre più esperienza, grazie anche alla disponibilità dei miei colleghi, che mi hanno insegnato elementi non limitati al mio percorso di provenienza, ho iniziato a supportare i Project Manager anche in altre attività. In questo modo ho avuto la possibilità di maturare esperienze che si distaccavano parecchio dalla mia formazione di partenza.
Tutto ciò, con gli anni, mi ha permesso di diventare PM e di gestire in modo autonomo commesse di varie dimensioni, fino ad arrivare ad oggi con l’incarico di seguire un progetto molto importante, riguardante la realizzazione della nuova centrale termoelettrica di Ostiglia.
In un settore come il tuo, immaginiamo che la maggior parte dei tuoi colleghi sia di genere maschile. Come vivi questo e in che modo i tuoi colleghi si interfacciano con te?
Avendo sempre seguito progetti in paesi esteri, dove la cultura di emancipazione femminile nel mondo del lavoro si è sviluppata molto prima che in Italia, gli episodi in cui all’esterno si è percepita poca fiducia nei confronti di un ruolo gestionale occupato da una donna sono stati limitati.
Nei primi anni del mio lavoro qui, quasi ogni posizione di gestione di commessa era occupata da uomini, ma ho sempre potuto relazionarmici senza limitazioni. Negli ultimi anni, anche con l’ingresso di nuove generazioni maschili nell’ambiente lavorativo, si è sicuramente notato un cambiamento nella mentalità e nella cultura dei colleghi nel considerare molto più normale avere colleghe donne con pari posizioni all’interno dell’azienda.
Oltre alle tue capacità indiscusse, pensi che la sensibilizzazione verso la parità di genere avvenuta soprattutto negli ultimi anni e il fatto di lavorare in un’azienda come Demont, che si pone come obiettivo anche quello di tutelare le diversità, siano stati dei validi alleati per la tua crescita?
L’Azienda, specialmente negli ultimi anni, ha intrapreso politiche e adottato azioni volte a miglioramenti netti nella valorizzazione delle figure femminili nell’ambiente lavorativo. Ha saputo sostenere la crescita delle dipendenti a livello professionale, dando loro la possibilità di occupare posizioni che inizialmente erano molto più maschili. Questo è stato d’aiuto a me, ma anche a tutte le mie colleghe.
In precedenza, ho lavorato in altre realtà più piccole, per dimensioni e struttura, difficilmente paragonabili a Demont: ai tempi (sono ormai passati 19 anni) la situazione era molto diversa da quella di oggi, ma devo dire che fortunatamente nessuno mi ha mai mancato di rispetto in quanto donna o ragazza giovane.
A ogni modo, Demont ha la possibilità e, soprattutto, la volontà di perseguire tali politiche aziendali: questa probabilmente è la differenza principale dalle altre ditte.
Il ruolo di PM che ricopri in Demont ti consente di conciliare bene i tempi vita-lavoro?
Il progetto che sto seguendo è complesso, richiede tempo, impegno e costanza, ma ho l’autonomia di gestire le mie giornate lavorative, con un maggiore equilibrio vita-lavoro come risultato.
In generale: cosa pensi sia già stato raggiunto in tema di parità di genere e quali sono, invece, gli aspetti su cui bisogna ancora lavorare?
Attualmente, ci sono già diverse donne che occupano posizioni apicali all’intero delle aziende. Penso che i risultati ottenuti negli ultimi anni siano da considerarsi buoni, con una presenza molto più forte rispetto a prima di figure femminili che ricoprono ruoli di responsabilità. L’augurio è che si possa continuare in questa direzione, garantendo la parità a livello di ruolo anche in generi di appartenenza diversa ed eliminando quei pochi stereotipi che ancora oggi, anche se involontariamente, emergono.