l'intervista
La parola a Sheila
Prima Site Manager nella storia di Demont
Il percorso di Sheila non era prestabilito. Da bambina osservava il padre dirigere i cantieri in Demont, senza immaginare che un giorno avrebbe assunto a sua volta un ruolo di guida. Eppure, passo dopo passo, ha scelto di affrontare le stesse sfide, portando con sé uno sguardo personale, una visione tecnica solida e un’energia autentica.
In oltre cinquant’anni di storia aziendale, nessuna persona si era ancora distinta in questo ruolo con un’identità femminile. Con il suo lavoro, Sheila ha segnato un’evoluzione culturale, trasformando un traguardo individuale in un segnale positivo per tutto il settore.
Oggi coordina il cantiere Demont presso la raffineria TotalEnergies di Grandpuits, in Francia: un contesto tecnico, internazionale e ad alta complessità. Qui, ha dimostrato che competenza, visione e capacità organizzativa sono ciò che realmente contano, superando ogni preconcetto ancora presente nel settore.
Abbiamo raccolto la sua testimonianza diretta per raccontare, con parole autentiche, il percorso che l’ha portata a conquistare questo traguardo.
Ciao Sheila, cosa ti ha spinto ad accettare la sfida di diventare Site Manager?
Diventare Site Manager non era nei miei piani iniziali, ma con il tempo e l’esperienza, è diventato un passo naturale. All’interno del team, è emerso che avevo le caratteristiche giuste per ricoprire questo ruolo di guida e coordinamento, e così è nata l’opportunità.
Il mio obiettivo era chiaro: volevo concentrarmi sulla parte operativa della Demont, immergermi nel lavoro pratico, capire come funziona davvero. Per me, non c’era nulla di più stimolante che ‘sporcarmi le mani’ e vivere il cantiere in prima persona.
Nonostante le difficoltà, come lavorare in container, sotto la pioggia e lontano da casa, volevo essere lì, vedere ogni fase del processo. Perché credo fermamente che, per crescere in un’azienda, sia fondamentale conoscere ogni aspetto della produzione e capire come nascono i risultati.
Cosa fa esattamente un Site Manager?
Mi occupo principalmente dell’organizzazione e della gestione del cantiere. Questo significa gestire la logistica, la sicurezza e le condizioni di lavoro delle persone.
Ogni giorno, coordino la programmazione monitorando costantemente l’avanzamento del lavoro, organizzando le squadre e gestendo i rapporti con il cliente. Devo avere il controllo totale su ogni aspetto del cantiere, risolvendo problemi e garantendo che tutto proceda in modo fluido e sicuro.
Cosa significa per te essere la prima donna Site Manager in Demont? Come vivi questa responsabilità?
Essere la prima Site Manager donna in Demont è una sfida che affronto con determinazione e orgoglio. Mi sento supportata da un team solido, composto da giovani motivati e tecnici esperti e credo molto nel lavoro di squadra.
Lavorare in cantiere richiede determinazione, indipendentemente dal genere. Il valore si dimostra con i fatti: ascolto, visione e capacità di risolvere problemi sono qualità che fanno la differenza, al di là di ogni stereotipo. Contribuire con uno sguardo nuovo e soluzioni efficaci aiuta a cambiare la cultura, passo dopo passo.
Qual è la sfida più grande che affronti nel tuo ruolo?
Bilanciare la gestione tecnica con la programmazione delle attività e delle risorse. Ogni membro del team tende a concentrarsi sul proprio compito, mentre io devo fare un passo indietro e avere una visione d’insieme.
Non è sempre facile, soprattutto quando si devono raggiungere obiettivi ambiziosi. Serve lucidità, equilibrio e la capacità di tenere insieme tutti i pezzi del puzzle, anche nei momenti di pressione.
Cosa vorresti dimostrare al termine di questo progetto? Che messaggio ti piacerebbe trasmettere alle donne che si affacciano a questo mondo?
Spero di dimostrare che anche in un settore tecnico e storicamente maschile come questo, una donna può gestire un team, prendere decisioni complesse e portare a termine un progetto con competenza e autorevolezza.
Troppe volte siamo noi stesse a tirarci indietro, pensando che certi ruoli non siano “per noi”. Invece, con coraggio e spirito di adattamento, possiamo non solo farcela — ma anche portare un punto di vista nuovo, più ampio, più lucido. Non dobbiamo escluderci da ambienti come quello di una raffineria: è proprio lì che possiamo fare la differenza. Più donne entrano in questi contesti, più si amplia la visione.
Oltre il cantiere: una storia di valore
La nomina di Sheila rappresenta molto più di una “prima volta”: è un segnale concreto del cambiamento in atto. In Demont, i ruoli non sono definiti da categorie, ma dal valore che ciascuna persona porta.
Sheila ha mostrato che anche in contesti storicamente poco inclusivi, è possibile affermarsi come riferimento tecnico e umano. Quando il talento ha spazio per esprimersi, la prospettiva cambia per tutti.
Oggi celebriamo un traguardo. Domani sarà parte della nostra identità.